Dal punto di
vista teorico il Cristianesimo non è una roba difficile. Viene un bimbo piccolissimo, il figlio di Dio,
quello che ha fatto tutte le cose, quelle visibili e quelle invisibili, e ci invita a passare dall’autosufficienza
alla dipendenza. Dalla affermazione di sé, alla dipendenza da un Altro. A
superare la frattura tra le proprie misere angustie e aprirsi alla Realtà tutta
intera: non continuare a misurare la propria stanza ma “spalancare la finestra”.
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Santuario Madonna di Campra - Graglia (BI) |
La
drammaticità è esistenziale. Se c’è un ferro che piega a destra e lo vogliamo
raddrizzare, lo si surriscalda e lo si batte, fino a dargli la forma che
vogliamo. Invece, se un giunco verde è stato piegato in un certo modo, ed è
rimasto così per un anno o dieci, occorre fare una fatica tremenda per dargli
un’altra forma. Noi “umani” siamo giunco e non metallo. I Santi e l’uomo
distratto (o dimentico) vivono la stessa drammaticità esistenziale. Di aiuto c’è
la Grazia e l’ascesi che si scoprono nella Chiesa: Mater et magistra.