lunedì 2 febbraio 2026

Non c'è malaccio!

Un signore gentile mi chiede: tu come stai?

PER AVERE 71 ANNI. 

    Un incarico da vicepresidente di una coop che fa formaggi, con un fatturato di almeno 4,5 milioni: domani si disvelerà bilancio e utile 2025. 

    Una tribú composta da 3 famiglie: una di origine bielorussa e una formata solo dalla suocera 85enne (una gazzella). 

     

    Tre case che si scaldano unicamente con la legna dei nostri boschi. 

    Una travel bike che mi aspetta ogni settimana: anche se proprio tutte non ce la faccio. 

    Una collaborazione con un sito che si chiama Chiese romaniche... del Piemonte e della Valle D'Aosta. 

    Un servizio stabile al Banco farmaceutico di Biella. Il coro (voce basso) del Santuario di Oropa. 

    Un blog di 68.000 click da quando é nato, non mensili, come mi ha chiesto un curioso.

    Una dozzina di ettari a prato stabile dai quali si ricavano 250 balloni di fieno all'anno. 

    Numerosi amici e amiche dall'ovest Padania e Canton Ticino (Scuola di comunità QT8 Milano più Biella Diocesi). 

    Nessuna medicina a parte il bicarbonato di Na, per il brusacoer (in lingua celtica, in italiano: acidità di stomaco)...

NON C'È MALACCIO!

Con mille aiuti da parte di tanti. 

giovedì 1 gennaio 2026

Bononio e Pietro, amici di Ottone

Cosa ci faceva il Vescovo Pietro alla Battaglia di Capo Colonna nel 982? Il luogo della battaglia oggi si chiama Cannitello, in Calabria provincia di Reggio. Da Vercelli, sono più di 1300 km. Un bel pezzo, se pensiamo alle strade di mille anni fa!

Il Vescovo Pietro da Vercelli
 

Però era sicuramente lì. Con il suo amico Imperatore Ottone II, a combattere gli Arabi che avevano conquistato la Sicilia e, di sponda, per allargare l’Impero a danno dei Bizantini e di qualche ducato sperduto dell’Italia meridionale.

Peccato che la vicenda sia finita male. Molto male. Vero che Abū l-Qāsim ʿAlī, emiro di Sicilia, è morto nella battaglia, ma i suoi non si sono dispersi e le truppe dell’Impero, erede di Carlo Magno, quello Romano Germanico degli Ottoni, ne hanno ciappate un sacco e i “tedeschi” non hanno più messo piede in terra di Calabria fino alla II Guerra Mondiale!

Noi, padani, eravamo parte di quell’Impero. Dal Mare del Nord all’Emilia, scavalcando le Alpi. Pare che, a quei tempi, ci si accontentasse di pace e di tasse basse: curioso, come oggi!  Quindi i nostri avi non erano scontenti anche se, un certo numero dei 4.000 morti della Battaglia[1], dovevano essere nostri antichi conterranei. Forse Pietro, Vescovo di Vercelli, era lì per sostenere “i suoi”.

Roba non secondaria: dalla “nostra” parte c’era anche Benedetto VII, Papa. 

Sta di fatto che il Vescovo della più antica Diocesi piemontese, fu preso prigioniero e portato in Egitto.  Fortuna, per lui, laggiù ha incontrato Bononio.

Bononio è il Santo pellegrino per eccellenza!  Bolognese puro sangue (il nome deriva dalla città), era entrato in giovane età nel monastero di Santo Stefano. Era un ragazzone pieno di zelo e amante degli atti di virtù, la sua più grande aspirazione è stata quella di coltivare “la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza”. Ma presto il suo carattere pellegrino, aiutato anche dalla tradizione del monastero, che aveva una forte devozione per i luoghi sacri del medio Oriente, ha avuto la meglio e si è trasferito nelle vicinanze del Cairo, a fare l’eremita.

Bononio o Bonomio o Bolonio

Era un tipino da prendere con le molle, carattere contemplativo ma non solo. Compie miracoli, edifica chiese, prega, ma è anche capace di muoversi nel mondo dei potenti e rivela grandi doti di “diplomatico”. Deve essere per queste sue capacità che viene in contatto con Pietro, il povero prigioniero dei Mori.

Non senza grosse difficoltà i nostri due eroi, tornarono nel Nord Italia. Pietro, con onore, fu reintegrato nella sua sede e Bononio – che nel viaggio aveva compiuto miracoli - se ne torna in Egitto, questa volta vicino al Monte Sinai.

Chiedo scusa ai miei lettori. Oggi si prenota online, si va all’aeroporto, si passa il metal detector (orologio, telefono e cintura nella vaschetta, il massimo del disagio) e, in poche ore, si arriva al Mar Rosso. Hotel all inclusive. Ma immaginate questi viaggi millequaranta anni fa! Su e giu per il Mediterraneo con qualche barchetta…

Abbazia di Lucedio San Michele, la più importante del territorio attorno all’anno 1000. Sostituita poi dall’esistente complesso di Santa Maria in Comune di Trino Vercellese, oggi proprietà privata, ma visitabile. Nel Medioevo l'Abbazia era situata in Frazione San Genuario a Crescentino VC. Dell’antico splendore del monastero non rimane quasi niente. Il monastero fu grandissimo proprietario terriero: dalla pianura (paludosa) vicino al Po, fino alle montagne della Valsesia e dell’Ossola! 

San Genuario di Crescentino VC

Attorno al 990/995 muore l’Abate e al Vescovo Pietro viene un’idea grandiosa: chiama l’amico Bononio come nuovo direttore (diciamo così) del prestigioso cenobio che, negli anni appena trascorsi, qualche problemino glielo aveva dato. Come quasi sempre, il predestinato non si sente all’altezza del compito. Il povero Pietro deve aver usato tutte le sue arti e conoscenze per convincerlo. Avrà scritto anche a Ottone? 

Ad ogni modo Bononio arriva a Lucedio e le cose sono “a posto”. Ottone Imperatore, i suoi amici Pietro (tedesco) e Bononio (padano) ben in sella. Il Monastero si mette al passo e osserva strettamente la Regola Benedettina voluta dall’Abate.

Troppo bello!

Si preparavano, per il territorio, grandi casini. Il più pesante di questi è un “piemontese”, uno di Pombia NO, si chiamava Arduino! Un galletto. L’imperatore lo aveva da poco incaricato di condurre la Marca di Ivrea (comprendeva i comitati di Novara, Vercelli, dell’Ossola e della Lomellina, oltre che di Ivrea e Pombia), mica una roba secondaria. Una bella e ricca provincia che doveva essere attraversata da chi veniva da nord delle Alpi, dal Gran San Bernardo. 

Chiesa parrocchiale di San Bonomio - Doccio di Quarona VC

Se pensiamo che le capitali dell’Impero erano Aquisgrana (oggi Germania, vicino ai confini del Belgio) e Roma, non è difficile immaginare quanto strategico e frequentato fosse questo territorio; nodo importante anche della Via Francigena. Si faccia attenzione a una questione non banale: anche la Diocesi di Vercelli aveva più o meno lo stesso territorio e contendeva con Milano (oh, MILANO, la Madunina non c’era ancora, neanche il Duomo) il “primato” tra le Diocesi (e le liturgie) di quel tempo!

Com’è, come non è, Arduino e Bononio non si annusano, as nufiu nen. Nel Medio Evo i cristiani erano molti ma i buonisti pochi. Erano rozzi e abituati a usare le mani, quando non lo spadone o l’alabarda. Così al giovane Arduino monta il nervoso – comando io o tu? - e va ad assediare Vercelli, siamo nel 997. Avrà la meglio ma la vittoria gli dà alla testa: accoppa il povero Pietro, che già non era stato fortunato… e appicca il fuoco al Duomo di Vercelli. Un caratteraccio!

 L’Imperatore, che già aveva i suoi problemi in altre zone, non deve aver digerito per qualche giorno e si è rigirato nel letto, certamente, per qualche notte. Arduino verrà condannato e scomunicato. Per due o tre secoli – la misura di tempo più consona alla nostra vicenda - tutti si vergogneranno di lui, poi la storia prenderà un’altra piega… Vedremo.

Il nuovo Vescovo Leone, confermerà la fiducia in Bononio che rimarrà Abate di San Michele di Lucedio ancora 25 anni. Sarà amatissimo e attivissimo. Non ci sono grandi memorie del periodo ma si trovano espressioni come << …il beato Bononio, mentre si trovava in viaggio, con il suo seguito, nell’interesse del monastero…>>. Pare andasse volentieri a fare un po’ di ferie - diremmo noi - all'Abbazia di Paronio in Varallo Sesia VC.

 

Parone di Varallo VC - Chiesa S Pietro e Paolo allora Abbazia di Paronio

Compirà numerosi e importanti miracoli e prodigi, durante e dopo la sua vita (1026). E’ sicuro che “da tanta parte del mondo molti si recavano alla tomba del suo sacro corpo”.

Tre persone, grazie a Lui, riprenderanno a camminare. Uno verrà liberato dal carcere (era la sua specialità). Un contadino bastardello, che lasciava pascolare liberamente i maiali nei territori dell’Abbazia, verrà punito per intervento divino.  Guarirà una povera donna dalla sterilità (allora era un problemone), facendole bere l’acqua piovana caduta sul monastero, questa “da allora, rimase feconda di bambini e bambine”.

In una povera casa, che lo aveva ospitato con alcuni del suo seguito, farà fermentare il pane perché i poverini non avevano lievito. Libera da febbri continue la madre di un suo confratello e guarisce dal mal di denti un altro monaco. Fa perdonare frate Liutfredo che, in età avanzata, aveva osato rubare una candela dalla chiesa. Un sacrilegio. Pare che febbri malariche e carie fossero malattie molto comuni e non curabili nel Medioevo.

 La Chiesa Cattolica lo farà Santo, insieme al povero Pietro. Il secondo però avrà culto solo locale perché, ovviamente, il martirio non è avvenuto in “odium fidei” ma per questioni civili e di potere.

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San Bononio (o Bonomio o Bolonio), abbas monacorum peregrinorum, è patrono di Settimo Rottaro TO, chiesa in magnifica posizione; di Doccio, frazione di Quarona, in Valsesia VC. Frequentava, durante gli anni di Lucedio, l’Abbazia di Paronio a Varallo VC. Le sue spoglie mortali sono custodite nella Chiesa Parrocchiale di Fontanetto Po VC (volevo fare alcuni scatti, sono stato 2 volte, ho sempre trovato chiuso). 

Chiesa Parrocchiale di Fontanetto Po VC

 Nota Bene

Non sono uno storico, mi sono appassionato a questa vicenda locale di più di mille anni fa. Ho scritto solo cose che gli studiosi della materia hanno verificato. 

La bibliografia essenziale è questa:

a)  San Bononio riformatore, tra Lucedio e Marturi (2009), Giorgio Massola – Blog

b) La potenza dei vescovi di Vercelli e i primordi del comune (2015), Germana Gandino UNIPO

c) Per il contesto storico, video YouTube di Alessandro Barbero e de La Biblioteca di Alessandria, Pillole di Storia

d)  Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi, sito internet

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[1] Solo dalla nostra parte. Da parte araba non è dato sapere.

domenica 7 dicembre 2025

Polenta donum est

Intorno al 1850, dai paesi vicino a Acqui Terme, due fratelli, Costantino e Ignazio, con la nostalgia e l'ansia nel cuore, partivano per costruire le ferrovie in Sardegna. 

La leggenda dice che avessero un paiolo per la polenta. Ma sono stati divisi in due squadre. Sembra che, nessuno dei fratelli, volesse il privilegio dell'utile pentola. 

Così presero una decisione capitale: la ruppero. Da quel giorno lo stemma della famiglia diventerà "un paiolo spezzato" con un cartiglio riportante la scritta: Polenta donum est, non ius! (la polenta è un dono, non un diritto). 



I due fratelli si fecero valere, tanto che Costantino, attraverso il direttore delle opere ferroviarie, un distinto ingegnere di Vigliano, trovò lavoro come fattore di una vasta azienda agricola nella valle del Torrente Cervo (oggi provincia di Biella). 

Costantino generò Giuseppe che fu sindaco di Vigliano nel ventennio tra le guerre. Poco tempo, per la verità, perché era socialista. Giuseppe generò Costante che iniziò una attività commerciale. Costante generò Giuseppe e, questo ultimo, il vostro cronista. 

Sarà per l'antico mestiere dei miei quadrisavoli che tutte le notti mi sveglio con una canto trentino in testa? Mi sono ricordato che nelle mie vene scorre sangue Aizimponero?

Potete sentire qui il canto nella versione del Coro della SAT

Note 

1) Ainzimponeri deriva "brutalmente" da Eisenbahner, termine tedesco per costruttori di ferrovia...

2) Grazie all'amico Moe che ha insegnato questo brano a una "strana compagnia", che chiamerò Fraternità Aconteceu-Biella, che si diverte a cantare (tra l'altro...)

mercoledì 26 novembre 2025

Memoria d'elefante

 

 
Pollone BI, 26 nov 2025

Gentile Regione Piemonte,

sono stato Tuo dipendente da gennaio 2016 a maggio 2018: Direzione Agricoltura Biella. Dopo sono andato in pensione. La vita professionale l’ho fatta quasi tutta alla Comunità Montana Valle Elvo. Sono uno dei 36 fortunati che hai richiamato nel dicembre 2015.

Ieri ho ritirato una raccomandata. Si è trattato di: Rimborso in compensazione per pagamento anticipato dalla Regione Piemonte con Determinazione Dirigenziale (Marco Piletta) n. 455/A1012C/2025. Accertamento di entrata di € 137,55.

 Oibò. Il giorno 14 settembre 2017 alle ore 15:12, ero in missione dalle parti di Alba CN, ricordo benissimo, con l'auto di servizio. Ho “preso una multa” comminata da Polizia Locale della Comunità delle Colline Tra Langa e Monferrato. Il 19 febbraio 2018 mi è stata notificata: io non ricordo, ma so che era passato un bel po’ di tempo.

 L’ho pagata. Non ne ho più sentito parlare. Fino a ieri. Sono passati 7 anni e 9 mesi. C’è stata la pandemia, la guerra in Ucraina, il 7 ottobre, l’Italia ha vinto 3 coppe Davis e non ha mai giocato ai Campionati del Mondo di football…Nel frattempo é morto un Papa e ne hanno fatto un Altro!

 Fortunatamente sono in salute, anche grazie a Te. Non fosse così, i 137 euro aggiuntivi, li avrebbero dovuto saldare i miei successori?

 Poco fa ho pagato il bonifico richiesto. Non metto la dimostrazione ma credimi... come quando lavoravo per Te. Però mi chiedo: non potevi fare prima a notificarmi la cosa? dal 14 settembre 2017 al 19 febbraio 2018 è un sacco di tempo, forse avrei potuto beneficiare dei provvedimenti di legge per chi paga in fretta!

 Non Te ne voglio, stai sicura. Mi hai trattato benissimo. Sono sempre molto orgoglioso di essere stato alle tue dipendenze, anche se per poco, e di essere “pensionato regionale”.

 Molto cordialmente.

 Tuo

Costante Giacobbe

kostik

giovedì 18 settembre 2025

venerdì 12 settembre 2025

Greenway VV

Caro Marco,

Voglio raccontarti una storia. Anzi 2. Facciamo 3.
Ieri volevo andare alla gita più suggestiva dell'anno: Milano-Naviglio Martesana-Cassano d'Adda-Lecco. Ritorno in treno. Uno che conosco mi aveva chiesto di venire, ma ieri doveva stare a casa ad aiutare la moglie. Gli do una chance. Cambio itinerario, tanto, come dice l'amico Fernando (da Madrid,  giornalista CNN), la realtà è sempre interessante! Mi dirigo nell'Oltrepo Pavese: Greenway Voghera-Varzi. 


 

 Ore 14 o poco più, seduto al baristorante in centro a Varzi PV, sento, dietro le spalle, uno che chiede: 
- La sua é una bicicletta muscolare? Senta, é muscolare? 
Immagino parli con me. Mi giro quel tanto che l'articolazione spalla-braccio grippata mi consente e confermo che non ha un motorino.
- Complimenti, deve essere ben in forma... Da dove é partito?
Mi é parsa una domanda strana, visto che dappertutto la ciclabile è denominata Greenway Voghera-Varzi. Il nome deve essere entrato nella cultura locale, perché avevo chiesto indicazioni e, anche le vecchiette mie coetanee, la chiamano GREENWAY!
- Da Voghera!
- Ciumbia, da Voghera, avrà fatto 35 km!
- Il navigatore dice quasi 39!
- Complimenti.
Sveglia presto. Partenza prima delle 7. No autostrada ma strade provinciali che mi aveva insegnato la Rosella. Veniva a trovare i genitori da queste parti. Lomellina pittoresca ma... rivava pu. Poi mezz'ora o più di giri in bici in città per trovare l'ingresso della ciclabile.
- Da dove viene?
- Da Biella!
- Viene da così lontano e tanti che abitano qui non sanno neanche... 
Questa volta sposto la cadrega per evitare una nuova visita fisiatrica e vedo il mio intervistatore dietro a un litro - non una bottiglia - a un litro, di vino bianco!
Capisco la loquacità ma, se bevevo io, tornavo a casa lunedì. In tutti i casi qualche difficoltà la deve aver avuta anche lui perché ci siamo dati appuntamento in discesa e non l'ho più visto.

Ore 18 fortunosamente ritrovo l'auto, ciappo l'autostrada e non la mollo più. Totale pedalati 75 km.

 


Marco, veniamo a noi. La ciclabile attraversa strade diverse, bisogna fare attenzione, passano le macchine. A un certo punto l'attraversamento é al culmine di un cocuzzolo, anche ripido. Per non trovarmi in difficoltà svolto a destra e vedo, sul torrente Staffora, un ponte nuovo. Pedalo sin là per curiosità e mi accorgo di 2 robe. Un manifesto che mi pareva avere in basso il simbolo del Piemonte e un campanile romanico. Peccato che non sono in zona, penso. Comunque vado verso la chiesa. Non era troppo lontano. I cartelli stradali dicevano che eravamo a Pozzol Groppo. Mai sentito. Fortunatamente il mio subconscio è molto più intelligente del mio lato rational-logic. Sbircio Chiese romaniche... rimango lí come un fesso: ero in Piemonte! Me lo avesse detto un locale mi sarei messo a ridere! Chiaro che non ero nel cuore della Lombardia, però... Per un lungo momento resto incredulo e confuso, ma la chiesa nel sito è censita e le fotografie corrispondono! Te ne mando alcune nuove (con altra email). Pozzol Groppo è in provincia di Alessandria. La realtà non è solo interessante, anche beffarda!

Tanti cari saluti.

k  

NB

Per sapere cosa è: Chiese Romaniche, Gotiche, Rinascimentali Piemonte e Valle d'Aosta, cliccate qui.

Marco è Actis Grosso fondatore e Deus ex machina del sito.