Cosa ci faceva il Vescovo Pietro alla Battaglia di Capo Colonna nel 982? Il luogo della battaglia oggi si chiama Cannitello, in Calabria provincia di Reggio. Da Vercelli, sono più di 1300 km. Un bel pezzo, se pensiamo alle strade di mille anni fa!
| Il Vescovo Pietro da Vercelli |
Però era sicuramente lì. Con il suo amico Imperatore Ottone II, a combattere gli Arabi che avevano conquistato la Sicilia e, di sponda, per allargare l’Impero a danno dei Bizantini e di qualche ducato sperduto dell’Italia meridionale.
Peccato che la vicenda sia finita male. Molto male. Vero che Abū l-Qāsim ʿAlī, emiro di Sicilia, è morto nella battaglia, ma i suoi non si sono dispersi e le truppe dell’Impero, erede di Carlo Magno, quello Romano Germanico degli Ottoni, ne hanno ciappate un sacco e i “tedeschi” non hanno più messo piede in terra di Calabria fino alla II Guerra Mondiale!
Noi, padani, eravamo parte di quell’Impero. Dal Mare del Nord all’Emilia, scavalcando le Alpi. Pare che, a quei tempi, ci si accontentasse di pace e di tasse basse: curioso, come oggi! Quindi i nostri avi non erano scontenti anche se, un certo numero dei 4.000 morti della Battaglia[1], dovevano essere nostri antichi conterranei. Forse Pietro, Vescovo di Vercelli, era lì per sostenere “i suoi”.
Roba non secondaria: dalla “nostra” parte c’era anche Benedetto VII, Papa.
Sta di fatto che il Vescovo della più antica Diocesi piemontese, fu preso prigioniero e portato in Egitto. Fortuna, per lui, laggiù ha incontrato Bononio.
Bononio è il Santo pellegrino per eccellenza! Bolognese puro sangue (il nome deriva dalla città), era entrato in giovane età nel monastero di Santo Stefano. Era un ragazzone pieno di zelo e amante degli atti di virtù, la sua più grande aspirazione è stata quella di coltivare “la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza”. Ma presto il suo carattere pellegrino, aiutato anche dalla tradizione del monastero, che aveva una forte devozione per i luoghi sacri del medio Oriente, ha avuto la meglio e si è trasferito nelle vicinanze del Cairo, a fare l’eremita.
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| Bononio o Bonomio o Bolonio |
Era un tipino da prendere con le molle, carattere contemplativo ma non solo. Compie miracoli, edifica chiese, prega, ma è anche capace di muoversi nel mondo dei potenti e rivela grandi doti di “diplomatico”. Deve essere per queste sue capacità che viene in contatto con Pietro, il povero prigioniero dei Mori.
Non senza grosse difficoltà i nostri due eroi, tornarono nel Nord Italia. Pietro, con onore, fu reintegrato nella sua sede e Bononio – che nel viaggio aveva compiuto miracoli - se ne torna in Egitto, questa volta vicino al Monte Sinai.
Chiedo scusa ai miei lettori. Oggi si prenota online, si va all’aeroporto, si passa il metal detector (orologio, telefono e cintura nella vaschetta, il massimo del disagio) e, in poche ore, si arriva al Mar Rosso. Hotel all inclusive. Ma immaginate questi viaggi millequaranta anni fa! Su e giu per il Mediterraneo con qualche barchetta…
Abbazia di Lucedio San Michele, la più importante del territorio attorno all’anno 1000. Sostituita poi dall’esistente complesso di Santa Maria in Comune di Trino Vercellese, oggi proprietà privata, ma visitabile. Nel Medioevo l'Abbazia era situata in Frazione San Genuario a Crescentino VC. Dell’antico splendore del monastero non rimane quasi niente. Il monastero fu grandissimo proprietario terriero: dalla pianura (paludosa) vicino al Po, fino alle montagne della Valsesia e dell’Ossola!
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| San Genuario di Crescentino VC |
Attorno al 990/995 muore l’Abate e al Vescovo Pietro viene un’idea grandiosa: chiama l’amico Bononio come nuovo direttore (diciamo così) del prestigioso cenobio che, negli anni appena trascorsi, qualche problemino glielo aveva dato. Come quasi sempre, il predestinato non si sente all’altezza del compito. Il povero Pietro deve aver usato tutte le sue arti e conoscenze per convincerlo. Avrà scritto anche a Ottone?
Ad ogni modo Bononio arriva a Lucedio e le cose sono “a posto”. Ottone Imperatore, i suoi amici Pietro (tedesco) e Bononio (padano) ben in sella. Il Monastero si mette al passo e osserva strettamente la Regola Benedettina voluta dall’Abate.
Troppo bello!
Si preparavano, per il territorio, grandi casini. Il più pesante di questi è un “piemontese”, uno di Pombia NO, si chiamava Arduino! Un galletto. L’imperatore lo aveva da poco incaricato di condurre la Marca di Ivrea (comprendeva i comitati di Novara, Vercelli, dell’Ossola e della Lomellina, oltre che di Ivrea e Pombia), mica una roba secondaria. Una bella e ricca provincia che doveva essere attraversata da chi veniva da nord delle Alpi, dal Gran San Bernardo.
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Chiesa parrocchiale di San Bonomio - Doccio di Quarona VC |
Com’è, come non è, Arduino e Bononio non si annusano, as nufiu nen. Nel Medio Evo i cristiani erano molti ma i buonisti pochi. Erano rozzi e abituati a usare le mani, quando non lo spadone o l’alabarda. Così al giovane Arduino monta il nervoso – comando io o tu? - e va ad assediare Vercelli, siamo nel 997. Avrà la meglio ma la vittoria gli dà alla testa: accoppa il povero Pietro, che già non era stato fortunato… e appicca il fuoco al Duomo di Vercelli. Un caratteraccio!
L’Imperatore, che già aveva i suoi problemi in altre zone, non deve aver digerito per qualche giorno e si è rigirato nel letto, certamente, per qualche notte. Arduino verrà condannato e scomunicato. Per due o tre secoli – la misura di tempo più consona alla nostra vicenda - tutti si vergogneranno di lui, poi la storia prenderà un’altra piega… Vedremo.
Il nuovo Vescovo Leone, confermerà la fiducia in Bononio che rimarrà Abate di San Michele di Lucedio ancora 25 anni. Sarà amatissimo e attivissimo. Non ci sono grandi memorie del periodo ma si trovano espressioni come << …il beato Bononio, mentre si trovava in viaggio, con il suo seguito, nell’interesse del monastero…>>. Pare andasse volentieri a fare un po’ di ferie - diremmo noi - all'Abbazia di Paronio in Varallo Sesia VC.
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| Parone di Varallo VC - Chiesa S Pietro e Paolo allora Abbazia di Paronio |
Compirà numerosi e importanti miracoli e prodigi, durante e dopo la sua vita (1026). E’ sicuro che “da tanta parte del mondo molti si recavano alla tomba del suo sacro corpo”.
Tre persone, grazie a Lui, riprenderanno a camminare. Uno verrà liberato dal carcere (era la sua specialità). Un contadino bastardello, che lasciava pascolare liberamente i maiali nei territori dell’Abbazia, verrà punito per intervento divino. Guarirà una povera donna dalla sterilità (allora era un problemone), facendole bere l’acqua piovana caduta sul monastero, questa “da allora, rimase feconda di bambini e bambine”.
In una povera casa, che lo aveva ospitato con alcuni del suo seguito, farà fermentare il pane perché i poverini non avevano lievito. Libera da febbri continue la madre di un suo confratello e guarisce dal mal di denti un altro monaco. Fa perdonare frate Liutfredo che, in età avanzata, aveva osato rubare una candela dalla chiesa. Un sacrilegio. Pare che febbri malariche e carie fossero malattie molto comuni e non curabili nel Medioevo.
La Chiesa Cattolica lo farà Santo, insieme al povero Pietro. Il secondo però avrà culto solo locale perché, ovviamente, il martirio non è avvenuto in “odium fidei” ma per questioni civili e di potere.
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San Bononio (o Bonomio o Bolonio), abbas monacorum peregrinorum, è patrono di Settimo Rottaro TO, chiesa in magnifica posizione; di Doccio, frazione di Quarona, in Valsesia VC. Frequentava, durante gli anni di Lucedio, l’Abbazia di Paronio a Varallo VC. Le sue spoglie mortali sono custodite nella Chiesa Parrocchiale di Fontanetto Po VC (volevo fare alcuni scatti, sono stato 2 volte, ho sempre trovato chiuso).
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| Chiesa Parrocchiale di Fontanetto Po VC |
Nota Bene
Non sono uno storico, mi sono appassionato a questa vicenda locale di più di mille anni fa. Ho scritto solo cose che gli studiosi della materia hanno verificato.
La bibliografia essenziale è questa:
a) San Bononio riformatore, tra Lucedio e Marturi (2009), Giorgio Massola – Blog
b) La potenza dei vescovi di Vercelli e i primordi del comune (2015), Germana Gandino UNIPO
c) Per il contesto storico, video YouTube di Alessandro Barbero e de La Biblioteca di Alessandria, Pillole di Storia
d) Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi, sito internet
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[1] Solo dalla nostra parte. Da parte araba non è dato sapere.





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