domenica 2 marzo 2025

SPQR Sono pazzi questi romani?

 Tommaso (biellese) e Chiara (di Roma) si sono sposati qualche giorno fa.


Pollone, Gallia Cisalpina, 22 febbraio 2025


Caro Tommaso, più di 2000 anni fa i nostri antenati Celti sono stati sconfitti dai Romani: ci girano ancora!

Se vincevamo noi, Biella avrebbe potuto essere Caput Mundi, invece no!

Certo non sarebbe stato facile: diceva Aldo “Tre uomini e una gamba”, come mettere 2 fisso a Inter - Taranto!


 

Però non tutti i mali vengono per nuocere: si sono tenuti Nerone, Totti e quella parlata alla Meloni.

Se Eusebio da Cagliari, nel IV secolo, non fosse stato inviato a portare il Cristianesimo nel Nord-Ovest, dove c’erano solo i nostri antenati adoratori dei roch (litolatri) e gli orsi, il vostro matrimonio non si sarebbe potuto concepire: troppa la distanza geografica e culturale. Ci sarebbero state ancora spade insanguinate.

Invece siamo qua. Quando sarete nervosi non rinfacciarle la battaglia di quei tempi, neanche 100 e fischia anni di capitale mica sfavillanti, la coda alla puttanesca o i gabbiani. Ricordati del povero Eusebio che deve aver tribulato non poco per fare “dei due un solo popolo” e per insegnarci il latino. Lingua che ci siamo sempre rifiutati di imparare. Tanto che continuiamo a usare, con un molto orgoglio, i vecchi termini: truch, verna, drùa, brën, crin, balma…

Non è un augurio ma, se proprio un giorno sarete ai ferri corti, at pudriisi ritireti sin truch, dinta na balma, cun an crin ca mangia al brën e scaudete cun al fè ad verna (ripararti su di una collina, sotto un sasso che sporge, con un maiale che mangia la crusca e scaldarti con un falò di legna di ontano). Nel frattempo i fumi del nervoso ti passeranno e potrai tornare rappacificato dalla moglie! Speriamo ti riprenda… cun qula spusa…(con l’olezzo che emanerai).

Tuo.

Kostik (amico di Obelix)

PS la moglie si dissocia dallo scritto ma vuole partecipare anche lei alla vostra festa e vi fa mille auguri!

lunedì 10 febbraio 2025

Siamo ancora qua!


 
 Punto più lontano Crevacuore, più vicino Pollone. 

Al mattino sempre in montagna. Pomeriggio lungo la direttrice Cossato-Biella. 20 farmacie, su 40 aderenti. Sveglia ore 5,30: avevo sbagliato impostare l'ora! Naturalmente ho fatto con tutta calma, al punto di arrivare quasi in ritardo all'appuntamento delle 8,20. 

Pranzo servito alle 13,15 dalla nostra amica Agostina: taiarin al sugo siciliano, calamari ripieni di merluzzo e capperi, un ombra di Malvasia. 

Arrivo a baita ore 18, meno qualcosa. 

Problemi zero! Neve pochi fiocchi. Tutti quelli che abbiamo incontrato, volontari e farmacisti, appassionati e super motivati. Più di così, se more! Alla fine, con il socio farmacista neo pensionato 67enne, ci siamo resi conto che, da 23 anni, SIAMO ANCORA QUA, EH GIÀ, EH GIÀ... CI VUOLE FANTASIA... CI VUOLE ABILITÀ... (ringraziamo la Provvidenza). 

Sentite qui dalla voce dell'autore:

 https://youtube.com/clip/Ugkx5cOQfSvl2RME7SARIpuqbPEX-HByV-s_?si=T9bsCYuBaozBm9y2



domenica 9 febbraio 2025

Dobbiaco Toblach BZ giugno 1974

 

Da destra: Massimo Dughera - Adriano Giaretta - Costante Giacobbe

al centro la Renault 4 MILLE AVVENTURE regalo della famiglia per la maturità. Ho letto che la ripresenteranno nel corso del 2025!

 

domenica 2 febbraio 2025

Nevischio e Salvina

    

        Ieri pioviggine in pianura e nevischio sopra i 1000 m. Previsioni piatte per nord-ovest. Bicicletta sconsigliata, almeno ai vecchietti. Erano anni che mancavo dalla Salvina di Muzzano e Graglia BI. E’ vicino a casa e uno dei posti più affascinanti del Biellese. Una sella erbosa tra il torrente Janca e Elvo. Qualcosa a metà tra le cascine di fondovalle e l’alpeggio, in lingua an tramüt. 

 

         Se la so giusta, Salvina, era il posto in cui, nei secoli passati, ci si trasferiva per “salvarsi” dalle epidemie, quella del Manzoni per esempio. Solito nomen omen.


 

        Ho lasciato l’auto al Tracciolino vicino al ponte sulla Janca (950 m ca) e sono salito più o meno a quota 1200 m. Ho mangiato, al riparo, un pezzo di panettone seduto su uno sgabello a 3 gambe (taburet) piuttosto instabile.  I nomi dei fabbricati non li so. Me li farò dire da Ilves (vero figlio di questa regione), appena lo trovo.

 

 

venerdì 17 gennaio 2025

domenica 12 gennaio 2025

Winter in the Western Alps

 Immagino 7 categorie di pensionati ATTIVI (non malati cronici):

 1) Legend

2) Maga = make adults great again

3) Iper

4) Normal

5) NN = nearly normal

6) SN = sub normal

7) Marcion

     Vorrei essere al primo o secondo posto, però non posso “vincere facile”, così mi sono messo alla prova.

    Nel 2025 il nostro compaesano Pier Giorgio Frassati sarà elevato all’onore degli altari. Sopra Pollone c’è un Truch: parola celtica per dire “un rilievo”. Da sempre si chiama Muanda.

  Da quando è stato qui Giovanni Paolo II (1989) è stato ribattezzato “Poggio Frassati” e un paio di vie sono diventate “Sentiero Frassati”. Nessuna di queste è una passeggiatina ma nemmeno una salita al K2. 

da sinistra monti: Mucrone, Camino, Tovo (fate click per ingrandire)

    Settimana scorsa dalla Valle Elvo, con acqua attinta all’Alpe Sette Fontane. Respinto a buon punto della salita dalla nebbia che sembrava invadere tutto. 

  Mi informo bene. La strada da Oropa ha lo stesso dislivello ma è più varia. Ieri ho provato da lì. Fino al bivio per il Lago delle Bose, poca neve al suolo e nessun problema, più in su la neve copriva il sentiero che si faceva ripido, invaso da pietre affioranti e alpenrose (Rhododendron ferrugineum). Tirava la bise e la temperatura poteva essere di poco sotto zero. Se qualcuno, nei giorni prima, non mi avesse lasciato impronte, mi sarei perso.

    Tra il Lago e il Poggio c’è una tappa: l’Alpe Mora. Contavo di riempire la borraccia per il drizzone finale. Nonostante il vento e la temperatura arrivo alla Mora sudatissimo, assetato e con le gambe un po’ imballate: dal Santuario 3 km quasi giusti e 740 m dislivello. Acqua nemmeno l’ombra. Una leggera preoccupazione per la discesa: in inverno, con la neve, as sa mai…  

Alpe Mora m 1774
 

    Lascio perdere il Poggio e mi accontento dell’Alpe. Estraggo dallo zaino gli Intrecci Massera 1920, 250 grammi di pasticcini di qualità eccelsa.  Restava il problema della bibita. Il tetto dell’alpe di lastre di pietra (lose) arriva – verso monte – sin quasi a terra. Lecco un po’ di neve e sbocconcello il pasticcino e così avanti, per diverse volte.

    Bisogna essere realisti: i primi 3 livelli di pensionati sono inarrivabili, mi autoproclamo “Normal pensionato”! Più avanti nell’anno vedremo.

    In discesa nessun problema! Merito anche dei moderni bastoni telescopici… "Con il freddo che hai preso, domani sarai ammalato" dice una un po' menagrama. Invece aveva ragione la nonna del Lorenzo che - in lingua di Pollone - sentenziava "Testa cauda e pè suc, 'dveni vec da fej schive tuc" (cappello di lana e scarpe di qualità ti faranno invecchiare oltre ogni dire 😂).