“Domani dobbiamo prendere 2 macchine,
ho invitato anche un amico!”.
“Porcaccia, mi tocca andare fino a
Mergozzo da solo? Sono quasi 100 km!”.
“No! Io carico le biciclette, tu
l’amico. Tranquillo che ti tiene sveglio…”
Era un po’ di tempo che la carta
geografica – quella proprio stampata, del Touring – mi sfidava. Un serpentello
di strada tra Fondotoce (VB) e l’unico villaggio entro i confini del Parco
NAZIONALE (!) della Val Grande: Cicogna.
Favoleggiavo un posto bellissimo,
come qualche villaggio Walser che mi è familiare…
Il mio socio mi aveva parlato
dell’amico che, di tanto in tanto, pedala con lui: uno mai domo di 83 anni! Ero
tra lo scocciato e il curioso. Sapevo però – dalle relazioni del Tony - che non
ci sarebbe stato d’impaccio.
Le regole per i miei compagni sono
ferree: il tragitto lo scelgo io, chi mette a disposizione l’auto non paga i viveri. Posso
transigere sul pranzo, non sul tragitto: prendere o lasciare, altrimenti… vado
da solo. Tanto non mi annoio mai.
Carico il vecchietto e partiamo. Una
scoperta! E’ stato a lavorare in tutto il mondo per una ditta tedesca. Il posto
che gli è piaciuto di più è in Nord Carolina (USA). Se un giorno dovessero esiliarlo,
sceglierebbe una città (mi sono dimenticato il nome) in quella zona. Adora la spiccia
burocrazia tedesca e odia questa marmellata nazionale: quello che in
Germania si fa in un quarto d’ora, qui ci vogliono sei mesi!
Quindi la spedizione era composta da:
Tony 69 anni; Nerio 83 anni; io (quasi) 67.
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Vicino alla meta 6 agosto 2021
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A volte il satellite ti frega. Avevo
visto, in rete, una stradina che sembrava perfetta, sul lato destro del Lago di
Mergozzo: era il sentiero azzurro. 3 o 4 km di su e giù con un fondo
orrendo da mulattiera, senza manutenzione da decenni. Impossibile pedalare. Mi
metto a spingere la bici senza voltarmi: avevo paura mi insultassero e
chiedessero i danni. Invece, zitti, a spingere.
Mi prendo la rivincita quando
arriviamo a Montorfano: una chiesa romanica stupenda con 3 absidi. Le case del
paese tutte di pietra con modiglioni e cantonali di fattura finissima. Uno
spettacolo: andateci, se avete tempo.
Ma Cicogna aspettava. Ero informato:
670 m di dislivello in 16 km da Fondotoce. Niente di speciale, in teoria… Si
pedala in salita. Fino a Rovegro tutto liscio. Difficilmente chiedo
informazioni ai locali. I miei soci non la pensavano così: la strada si fa
stretta. Fino alla GALLERIA tutto bene. Dopo sono cazzi…
Aveva ragione il paesano. In questa
stagione, sui Laghi, la lingua ufficiale è il tedesco, se non la sai, sei
fregato. Macchine targate D ingombravano una lingua di asfalto larga 2
metri. Quando incontravi qualcuno dovevi fermarti e patteggiare il passaggio.
La galleria: 200 metri senza illuminazione con le gocce sulla schiena e, alla
fine, una visione impressionante: 3 km per scalare 400 metri di dislivello, da
un lato pareti di roccia, dall’altro un volo fino al torrente!
Ci eravamo illusi che Cicogna fosse
un nome di fantasia, invece si doveva volare fin lassù. Una fatica bestia
sempre interrotta dalle auto. Arrivo collassato, spingendo il mezzo, 20 minuti
dopo di loro che avevano trovato posto nella piola e ordinato spaghetti alla
bolognese e abbondanti liquidi.
Dopo un quarto d’ora avevo ripreso a
connettere. Il Nerio, dopo la pastasciutta, raccontava come era arrivato, negli
anni 60, senza soldi e senza alloggio, in Germania vicino la frontiera con
l’Olanda. Di come avesse cominciato a lavorare in una grande ditta che
costruiva trasformatori e come aveva conosciuto una ragazza che “faceva le
paghe” e, insieme al cedolino, gli mandava biglietti d’amore. La ragazza aveva
17 anni. Un paio d’anni dopo erano sposati con un bambino e, solo facendo i
documenti, aveva scoperto che l’aveva fregato sull’età, aggiungendo 2 anni! Tutto
questo metà in italiano e metà in tedesco, a favore dei nostri vicini di
tavola.
Adesso abitano nel Biellese, lei ha
75 anni e lui porta i nipoti a fare le ferrate…
Quando ha tempo, perché il suo grande amore… è la bicicletta.
PS Cicogna non è niente di speciale, ma valeva la pena.