"Il bene crescente del mondo é parzialmente dipendente da
atti ignorati dalla storia; e se le cose non vanno così male per te e per me
come avrebbe potuto essere, si deve in parte al numero di persone che vissero fedelmente
una vita nascosta e riposano in tombe dimenticate"
Ci sono più cose tra Dora e Adda, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia...
sabato 22 febbraio 2020
giovedì 6 febbraio 2020
Ogni grande rivoluzione
Ogni
grande rivoluzione umana ha avuto
come ideale supremo l'universalità: fare di tutta
l'umanità una cosa sola. Ed anche l'ideale supremo di ogni
grande filosofia è stato quello dell'unità
tra tutti
gli uomini; un'unità in cui ognuno sia se stesso
e nello stesso tempo una cosa sola con gli
altri. Ma
nessuna filosofia l'ha mai potuto immaginare in modo
preciso e nessuna rivoluzione l'ha mai
potuto attuare: alla fine, la disperazione distrugge l'ideale
rivoluzionario perché esso risulta
impossibile
da raggiungere…
Luigi Giussani - Generare tracce nella storia del mondo. Milano, Rizzoli 1998 - pag. 48
Eh, già...
Luigi Giussani - Generare tracce nella storia del mondo. Milano, Rizzoli 1998 - pag. 48
Eh, già...
mercoledì 25 dicembre 2019
Non si può fare senza...
S.
Natale 2019
Caro
socio, 1
ho
scritto a Gesù Bambino la lettera di Natale. Ci ho pensato a lungo
perchè non volevo fare un elenco di roba che poi non userò. Ho
soppesato tutto e alla fine ho deciso. Per essere veri country boys
del Nord-Ovest una cosa non può mancare, salvo evidentemente una
ventina di vacche e vitelli, scarponi suola Vibram, un paio di
motoseghe, un Winchester: una segheria ultraleggera e portatile, per
ricavare tavole di legno direttamente nel bosco. Se ne può fare a
meno nel nostro avventuroso mestiere?
Niente
di troppo vistoso né iper tecnologico, ma più attuale del sistema fotografato sopra: clicca sulla foto per vedere meglio, ci ho messo 15 giorni per trovarla... Un telaio cui attaccare una
motosega di potenza, con barra adatta al taglio longitudinale
e un binario di robusto, scintillante e leggero alluminio... Il tutto
caricabile, senza problemi, sull'auto di tua mamma che potrebbe darci
una mano in questa nuova, grande, impresa. Per farti un'idea, puoi vedere qui. C'è un video istruttivo...
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| Resigat pollonesi inizio '900 da "Pollone ricorda" - Lineadaria Editore 2008 |
Vedo
già i tuoi occhietti brillare: vero che sei indiscutibilmente
d'accordo con me? Vero che ti stai chiedendo come mai una roba così
geniale non è venuta in mente prima a te? Vero che immagini già la
quercia del tuo giardino scomposta in tavole e tavole, morbide al
tatto (dopo piallatura), dalle venature curvy e nodi ammiccanti? Ti
conosco TROPPO BENE...
Visto
che Gesù Bambino non potrà non avvallare la scelta e visto che il
2019 mi ha visto buono da far schifo, credo che la cosa sia fatta.
Come dici? Se te la impresterò? Ma certamente: io porto la
meccanica, tu procura il materiale vegetale!
Salutami
tua sorella. A proposito, come se la cava nella guida del trattore
con verricello? E
nella doma dei vitelli di 2 quintali?
Ti
auguro un grande Natale e un 2020 sperricolato.
Tuo
kostik
_______________
1 Ho
conosciuto il mio nuovo socio questa estate scendendo dal Rifugio
Bertone a Courmayeur. Ha un sesto senso per i sentieri, se ascoltava
me ci saremmo persi almeno 2 volte. Passeggiando abbiamo scoperto di
avere molte cose in comune, in particolare uno sconfinato amore per
la vita rurale e l'outdoor. Arrivati in fondo, per suggellare il
nostro nuovo sodalizio, abbiamo, di gusto, brindato con Lemonsoda alla merenda che il nostro hotel offriva a chi ritornava dalla gita in
montagna. Il mio nuovo socio ha 7 anni.
domenica 15 dicembre 2019
All'orizzonte... il monte
Un posto di campagna tra Ronsecco e Bianzè (VC)
Vista sulle Alpi Biellesi -
la bicicletta c'è (sempre), ma non si vede...
sabato 7 dicembre 2019
Inverno in Valchiusella
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martedì 19 novembre 2019
Along the Jordan river – Terrasanta 11-15 novembre 2019
11 novembre 2019
sabato 26 ottobre 2019
domenica 20 ottobre 2019
L'anima di ogni riforma
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| Santa Maria di Luzzara - Gozzano (NO) |
“Concludemmo
che c'era un modo per cambiare tutto il mondo, ed era cambiare noi
stessi. Fissammo un principio fondamentale, e cioè che l'anima di
ogni riforma è la riforma di ogni singola anima.
Stabilimmo
che Dio ci aveva posti in questo minuscolo punto dell'universo che si
chiama casa (Fontaine les Dijon), con l'unico fine di rendere questo
puntino bello ai suoi sguardi infiniti”
Il
padre di San Bernardo di Chiaravalle, attorno al 1100, parlando del
suo matrimonio.
Leggi anche: Bene scripsisti de me, Thoma
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martedì 17 settembre 2019
Sublimato di cuore
sabato 27 luglio 2019
Il Segantini dello smartphone
Cara Claudia,
ti svelo una cosa, tuo marito
vuole portarti in un posto dove fiorisce la nigritella (Nigritella nigra L.):
bontà e sensibilità da vecchio botanico… Ci sono strapiombi di 500 metri e
catene alle quali appendere l’unica vita che abbiamo... Bisogna dormire nel rifugio alpino, obbligatoriamente nel sacco-letto: io sembravo un orso avvolto
nel domopack; al secondo piano (di tre)
di un letto a castello: assomigliavo a una larva di imenottero… Se ci
si vuole lavare non c’è la porta nella doccia (tanto in montagna siamo tutti
fratelli e sorelle…) e bisogna usare l’acqua di sorgente (5 °C) o, in
alternativa, pagare un extra. Totale assenza di bidet! Lui - il marito - dice “come in
Francia”, anche se mi pare una generalizzazione eccessiva.
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| Alpe Veglia - Comune di Varzo (VB) |
In effetti
arrivare all’Alpe Veglia – parco naturale nei pressi del Passo del Sempione
(VB), metri 1.750 s.l.m. – non è
difficile. C’è una strada carrozzabile, lastricata nelle curve, di
pietre e polvere nei rettilinei, che si
inerpica a sfiorare pareti verticali con vista sulle marmitte glaciali, piene
di acqua verdissima: però è meglio non distrarsi… La pista è utilizzabile solo dagli
autorizzati, con auto 4 x 4 e patentino “speciale montagna”. Noi l’abbiamo
percorsa a piedi: 2 ore di sudore e salute dalla frazione San Domenico di Varzo
(penultimo paese prima del confine svizzero). Ci vanno su anche le numerose
mandrie bovine che alpeggiano là.
Leggi anche: Il Mistero e il ghiacciaio
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In cima a
questa pista si apre una immensa conca ondulata ricca di acque, larici, pascoli,
casette per alpigiani e turisti riunite in pittoreschi villaggetti, bovine senza
ricovero che vengono munte con artigianali cantieri mobili, una chiesetta, due alberghi e un rifugio, quello
che ha prenotato tuo marito: mezza pensione con opzione “pranzo” e panini per
il giorno dopo. Il tutto circondato da montagne altissime e grigie. Tra queste spicca,
come una pinna di squalo, il Monte Leone, 3.554 metri di roccia scura: la più
alta delle Alpi Lepontine! Attenzione: il
marito si è molto informato sulla sua ascesa…
Quindi niente
di veramente difficile, ma la nigritella, sul piano, non c’è. Occorre fare il “sentiero
dei fiori”. Dopo aver passato la notte in rifugio [passare la notte non significa necessariamente dormire…], bisogna calzare
zaino e scarponi e dirigersi verso l’Alpe Ciamporino, se non si ha paura di
precipizi e dirupi e se si hanno mani forti per tenersi alle catene: qualcosa
mi dice (magari sbaglio) che Tu, a questo punto, non possa emozionarti alla delicata
fioritura della vegetazione alpina…
Il mio
consiglio è di mandarci il marito con la macchina fotografica e di aspettarlo
all’Alpe, controllando prima, con attenzione, l’adesione della suola alla
tomaia dello scarpone: mi ha detto, riservatamente, di averne perse due nell’ultimo
periodo... Nell’attesa potresti andare a vedere la mungitura. Ti auguro di essere
fortunata come me: non sono il Segantini dello smartphone?
Tuo.
k
giovedì 2 maggio 2019
Pollone, terra di frontiera
Cara Milia (1), Pollone è un paese al
sole, orientato proprio bene. Sta nelle Alpi Biellesi e guarda l’alta pianura
piemontese.
La pioggia che cade nei suoi confini finisce nel torrente Oremo, questo va nell’Elvo. Quindi, orograficamente, siamo in Valle Elvo ma vicinissimi alla Valle Oropa: quella del famoso Santuario.
Però un conto è
l’orografia, un altro la tradizione. Diversi anni fa, per lavoro, giravo in
Trentino accompagnato da un conosciuto e saggio forestale. Questo mi diceva: …Cavalese, Predasso son in Val de
Fieme. Vigo, Canazei in Val de Fasa.
Moena so dee putane: quando va ben son fiamasi, quando mal, fassani… e
viceversa…
E via, senza tanti problemi: erano gente pratica, non legalistica e burocratica come oggi... Con il tempo si sono mescolati alle popolazioni vicine, soprattutto a quelle delle frazioni alte di Biella (Favaro, Cossila...) e Pollone, hanno dimenticato la lingua d’origine e ne hanno imparata un’altra: il patois biellese. Hanno però mantenuto la testa dura e la cura per i prati e i pascoli del posto, come nelle loro alte montagne.
Quindi, secondo me, che non sono nato a Pollone ma ci sono arrivato piccolissimo, che ho sposato una Ramella (pollonese da enne generazioni), che ho sempre abitato nelle zone sud e sud-est del paese e lavorato 35 anni nella Comunità Montana Valle Elvo, Pollone è culturalmente Oropense. Ma è luogo di frontiera, quindi, altri, possono pensarla diversamente...
Leggi anche: Ci vediamo in paradiso
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La pioggia che cade nei suoi confini finisce nel torrente Oremo, questo va nell’Elvo. Quindi, orograficamente, siamo in Valle Elvo ma vicinissimi alla Valle Oropa: quella del famoso Santuario.
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| Pollone (BI) foto Vittorio Canepa
(ingrandite la foto per vederla al meglio) |
Pollone è un
po’ così. Oggi il cognome più diffuso è Ramella
con una aggiunta per capirsi: Trafighet,
Pralungo, Pezza, Minè… ma 2/300 anni fa non ce n’era nessuno. Sono arrivati
tutti dalla Val d’Oropa. Nel 1600 era spopolata, così i capi di allora ne hanno
pensata una molto astuta. Hanno invitato i Walser della Val Sesia a colonizzare
la Valle.
I Walser sono colonizzatori per antonomasia, li chiamano “le
sentinelle tedesche del Monte Rosa” e hanno una storia strepitosa. Te la
racconterò un’altra volta. Questi tedeschi hanno accettato. I più venivano dal
paese di Rimella (VC) quindi, per tagliare corto, li identificavano con il
luogo di partenza: da Rimella… Ramella.
E via, senza tanti problemi: erano gente pratica, non legalistica e burocratica come oggi... Con il tempo si sono mescolati alle popolazioni vicine, soprattutto a quelle delle frazioni alte di Biella (Favaro, Cossila...) e Pollone, hanno dimenticato la lingua d’origine e ne hanno imparata un’altra: il patois biellese. Hanno però mantenuto la testa dura e la cura per i prati e i pascoli del posto, come nelle loro alte montagne.
Quindi, secondo me, che non sono nato a Pollone ma ci sono arrivato piccolissimo, che ho sposato una Ramella (pollonese da enne generazioni), che ho sempre abitato nelle zone sud e sud-est del paese e lavorato 35 anni nella Comunità Montana Valle Elvo, Pollone è culturalmente Oropense. Ma è luogo di frontiera, quindi, altri, possono pensarla diversamente...
Leggi anche: Ci vediamo in paradiso
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mercoledì 27 febbraio 2019
Nonno Tony, passione rodeo
Al
momento dell'incidente aveva un tasso alcolemico appena sopra la soglia legale:
nessuno mai l'ha visto ubriaco. Non aveva la cintura: non l'ha mai messa...
odiava gli obblighi statali e una grossa pancia lo ingombrava. .. Gli sono
scoppiati gli airbag. Ha rotto 2 o 3 costole, un polso, il setto nasale e aveva
diverse emorragie addominali.
È
arrivato al Pronto soccorso, é stato preso in cura dalla Maria Lucia -
anestesista sua vicina di casa - che lo conosceva benissimo. È stato ricoverato
in Rianimazione e pareva stare "bene". Lunedì pomeriggio il medico
del reparto (che conosciamo) ci ha detto di non illuderci troppo. Era
preoccupato per la somma interminabile di patologie da cui era affetto. In
serata, per la seconda volta della sua vita avventurosa, gli hanno impartito il
Sacramento degli infermi (avrebbero dovuto essere 10...). Nella notte, curato
da un altro giovane medico pollonese, ha avuto un peggioramento. È stato
intubato e, per complicazioni cardiache, è tornato al suo posto presso il
Padre.
Non
si sa quando ci saranno le liturgie funebri: per via dell'incidente deciderà il magistrato se dovrà avere una autopsia. Sarà la prima e
ultima volta che un funzionario statale deciderà per lui... Era leggermente
fuori tempo e luogo, era un uomo di frontiera. Il suo posto d'elezione avrebbe
potuto essere il Wyoming del 19mo secolo... Non ha mai sentito parlare del
First Amendment della Costituzione Americana (all'ingrosso: prima viene la
Persona e la sua Libertà, lo Stato viene dopo) ma lo incarnava. Nessuno mai gli
ha impartito un ordine, salvo sua figlia.
Avrà
allevato 10.000 vacche e passato 1.000 giorni al Pronto soccorso. La Medicina
d'urgenza gli deve un mucchio di vivente esperienza... Fino a 3-4 anni fa é sempre stato mite e
gentile, poi le 100 malattie lo hanno un leggermente incattivito... I suoi
cani, oggi, non hanno mai abbaiato...
Leggi anche: Il Destino senza buonsenso
Leggi anche: Il Destino senza buonsenso
giovedì 24 gennaio 2019
Miele Pratibei a Tokyo
Leggi anche: Le lasagne di Gesù
sabato 12 gennaio 2019
Ignoranti ed empi
Viviamo in tempi di confusione terribile, in cui s’ignora
quel che bisogna sapere e si sa quel che bisogna ignorare, si è ignoranti ed
empi...
La Madre
superiora del Convento del Petit Picpus è a colloquio con M. Fauchelevent, il
giardiniere, che le suore chiamavano Papà Fauvent. In gran segreto la donna
confida all’operaio che quella mattina era morta una vecchia e santa suora:
madre Crocefissione… Il “consiglio” delle suore anziane aveva decretato che
avrebbe dovuta essere sepolta sotto l’altare della cappella, ma le leggi
napoleoniche lo vietavano… ...leggi tutto nella traduzione italiana de "I Miserabili"
Questo pezzo mi ha sempre colpito per il “crescendo” del monologo e per la lapidarietà del giudizio finale. Lo leggevo sempre riferito “ad altri”, per esempio ai politici. In ultimo ho iniziato a riferirlo a me perché: "chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere..."
Questo pezzo mi ha sempre colpito per il “crescendo” del monologo e per la lapidarietà del giudizio finale. Lo leggevo sempre riferito “ad altri”, per esempio ai politici. In ultimo ho iniziato a riferirlo a me perché: "chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere..."
martedì 25 dicembre 2018
S. Natale 2018 - La drammaticità
Dal punto di
vista teorico il Cristianesimo non è una roba difficile. Viene un bimbo piccolissimo, il figlio di Dio,
quello che ha fatto tutte le cose, quelle visibili e quelle invisibili, e ci invita a passare dall’autosufficienza
alla dipendenza. Dalla affermazione di sé, alla dipendenza da un Altro. A
superare la frattura tra le proprie misere angustie e aprirsi alla Realtà tutta
intera: non continuare a misurare la propria stanza ma “spalancare la finestra”.
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| Santuario Madonna di Campra - Graglia (BI) |
La
drammaticità è esistenziale. Se c’è un ferro che piega a destra e lo vogliamo
raddrizzare, lo si surriscalda e lo si batte, fino a dargli la forma che
vogliamo. Invece, se un giunco verde è stato piegato in un certo modo, ed è
rimasto così per un anno o dieci, occorre fare una fatica tremenda per dargli
un’altra forma. Noi “umani” siamo giunco e non metallo. I Santi e l’uomo
distratto (o dimentico) vivono la stessa drammaticità esistenziale. Di aiuto c’è
la Grazia e l’ascesi che si scoprono nella Chiesa: Mater et magistra.
mercoledì 12 dicembre 2018
G.K.Chesterton: «Così abbiamo tradito il Natale»
da “Illustrated London News”, 23 dicembre 1933
domenica 2 dicembre 2018
Paradoxa
In un certo senso il cristianesimo suscita, piuttosto che
risolvere, il problema della sofferenza, perché essa non sarebbe un problema
se, insieme alla nostra esperienza giornaliera di questo mondo di sofferenza,
non avessimo acquistato quella che crediamo una ragionevole fiducia che la realtà,
in ultima analisi sia giusta e buona.
C.S. Lewis, Il
problema della sofferenza
![]() |
| Rimella Val Sesia (VC) Santuario Madonna del Rumore - tra il torrente Enderwasser e Landwasser (di qui il nome) |
La vita come novità, si sperimenta molto più nell’accadimento
di qualcosa che si attende che non nella differenza come tale di un presente da
un passato. Essa risiede anche culturalmente nella scoperta di una
corrispondenza, che è possibile solo se vi è un “prima” di speranza, di
desiderio, di attesa, di esigenza. Allora la novità è adempimento di quella
speranza, soddisfazione di quel desiderio, risposta a quella attesa. Essa, per
il cristiano, non è nel cambiamento come tale, ma nel mutamento che interviene
applicando quel principio unitario di inclusività per cui l’intera creazione “è
mistero”.
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