venerdì 5 ottobre 2018

Rima, Walser dorf

Bar/Ristorante Alpino, 2 sale molto eleganti, arredate (direi) nel diciannovesimo secolo, una “dei marmi” e l’altra “en bois”. Chiedo una miaccia (un’altra volta spiego cos’è), me ne propongono una “cotto e toma”: accetto famelico.





Finito lo spuntino, servito da una bella barista, vedo che la chiesa è aperta così faccio una visita. All’ingresso c’e’ una di quelle (utili e mai cotte dal sole) targhe turistiche, edite dalla Provincia di Vercelli, che racconta un po’ di storia. Resto colpito dal fatto che la parrocchiale è anche difesa dalla valanga che di tanto in tanto si  stacca dal bosco. Le due valanghe più potenti sono venute attorno alla metà del 1800: a testimonianza del volume di neve ci sono 2 tacche, ad altezze impressionanti, sul campanile.  Dimentico sacca, portafoglio e roba utile su una panchina e vado a fotografare il campanile con le tacche un po’ sbiadite.

Va be’, diranno i miei sette lettori, dove sei e che ci fai lì, oltre a sbirciare la cameriera e le tacche da valanghe?

Vi racconto.

Questa primavera... leggi tutto

lunedì 1 ottobre 2018

Ciclo pellegrinaggio Torino-Milano-Caravaggio

Dell'intero tragitto unisco una Google map. Si veda qui.

Per grazia di Dio sono uomo e cristiano, per azioni grande peccatore, per vocazione pellegrino della specie piu' misera, errante di luogo in luogo. I miei beni terrestri sono una bisaccia sul dorso con un po' di pan secco e, nella tasca interna del camiciotto, la Sacra Bibbia. Null'altro. (Anonimo - Racconti di un pellegrino russo. Rusconi Editore Milano 1980, pagina 25)

Per pedalare ho bisogno di raggiungere un centro affettivo, allora vado a "farmi vedere" dalla Madonna. Cosi' ho iniziato a visitare i Santuari, prima quelli principali, poi, via, via, gli altri. Ho scoperto cose importanti, ho conosciuto meglio la millenaria storia cristiana della nostra tradizione. Ho esplorato il territorio delle mie parti: dalla Dora Riparia all'Adda e oltre. Pian piano ho incominciato a unire "spezzoni" di gita, sino a quando ho scoperto che poteva saltar fuori qualcosa di organico e utile anche ad altri. Il primo ciclo pellegrinaggio che oso presentare inizia da Torino: la Chiesa di Santa Zita dove sono custodite le spoglie del Beato Francesco Faa' di Bruno (matematico, soldato e grande santo sociale del XIX secolo)

Torino - Nostra Signora del Suffragio o Santa Zita

e termina al Santuario di Caravaggio (BG). Nel mezzo ci sono circa 250 km... leggi tutto


martedì 25 settembre 2018

Bestie grame, moru mai (die hard)


Direi che sono trionfalmente in via di guarigione dalle (15-18) punture di api.
Ringrazio tutti coloro che sono stati attenti al mio stato di salute e mi hanno fornito consigli. Non ne ho seguito neppure uno. La ragione sta in questo. Come dice la saggezza popolare e, in particolare, il mio vecchio parroco (ora ha preso stabile dimora presso il Padre) "bestie grame moru mai".

Quindi non era il caso di preoccuparsi e di assumere preparati della farmacopea tradizionale e/o omeopatica, quasi (dico quasi) sempre dannosi a molti organi, acquistabili solo in farmacia (magari con ricetta medica), che occorre pagare (azione da me - e dalla mia stirpe - considerata indegna), eccetera.




Mi sono ricordato che un amico "raccoglitore" (una bella professione...) mi aveva regalato una boccetta di "oleito di iperico della Valle Elvo PAT” (Prodotto Tradizionale Artigianale) e mi aveva detto che “va ben par tut, dinta e fora". Avevo avuto vergogna di chiedere approfondimenti e avevo considerato che il soggetto fosse "la bocca". Così ho passato la giornata di ieri a ungermi, tutti i punti maggiormente colpiti, come una fiorentina prima della griglia.

Il raccoglitore aveva ragione! E anche il mio vecchio parroco! Sono ancora tra di voi. E, se dipendesse da me, ci starei ancora 30 anni. Ma non vorrei esagerare...

PS Chi volesse provare la magica pozione me lo faccia sapere, lo metterò in comunicazione con l'artigianale produttore.

martedì 18 settembre 2018

Ci vuole del pedale...

Ieri abbiamo finito il fieno. Una tribulata. Visto che il meteo era strafavorevole e poi bisogna sempre inventarne una per non stare fermo: sono partito! 

Volevo fare un pellegrinaggio di inizio pensione al Santuario di Re (VAL Vigezzo - VCO). Però arrivarci in bici da Domodossola è un problema: traffico pesante e gallerie... Cosí ne ho studiata una, anzi due. Partendo da Vogogna, ho scalato la salita di Trontano (non è il Gran S Bernardo ma ci vuole del pedale...). Avevo in mente di prendere - per un paio di stazioni, bici al seguito - il famoso panoramico trenino delle Ferrovie Vigezzine che va a Locarno (CH). Ho chiesto lumi a un locale non pirla. È saltato fuori che i veri duri (quelli che iniziano a giocare quando gli altri smettono) snobbano il treno e ciappano la mulattiera. Attenzione però: fondo di sfasciumi, discese a muro e salite del 90%... durata del tragitto 2 ore... Solitudine totale...  al massimo qualche cinghiale... Ho accettato la sfida. In effetti la roba corrispondeva alla descrizione, anche se credo di averla archiviata in meno di un'ora e mezza... 






Contavo però, una volta ritrovata la strada asfaltata della Vigezzo, di essere nel piano.. Invece ancora 5 km di salita, ruvidissima, prima di Druogno... Una tribulata, come i giorni del fieno... Sudore negli occhi... A Druogno inizia la famosa "Vigezzo in bici" una ciclabile di prima categoria, in mezzo ad abeti, faggi e pini silvestri, tutt'altro che piana ma piacevolmente ondulata all'inizio e decisamente su e giù prima di arrivare a Re. C'è anche un ponte sospeso che - come tutti quelli del genere - ondeggia in modo impressionante quando si passa... Alla fine è spuntata la cupolona del Santuario... per fortuna... 

Dormo qui. Domani vedremo...

martedì 17 luglio 2018

Ero scema...

Facendo lavori di campagna mi è venuta in mente una cruda e commovente pagina di letteratura. La ripropongo: non è troppo lunga. E’ tratta da “Vita e destino” di Vassilij Semenovic Grossman (Jaka Book, Milano, 2005, pagina 795). E’ appena finita la grande Battaglia di Stalingrado. I sovietici hanno vinto e fatto molti prigionieri. Evidentemente i tedeschi sono molto odiati e vengono usati per lavori forzati…  leggi qui


Villaggio di Sienojatki - Bielorussia

martedì 3 luglio 2018

L'asu 'd Cusila


Da quando sono in pensione (60 giorni circa), la messa feriale più comoda è celebrata nella chiesa a circa 3 km da casa. Il Parroco si chiama don Vittorino. Non è giovane, di origine veneta, deve essere nato qui. Parla benissimo il patois locale. Anche don Pino e la sua famiglia (diversi lettori di questo blog conoscono) appartengono a questa parrocchia.

Opera un chirichetto – potrebbe avere tra 75 e 80 anni – che avanza aiutandosi con un bastone, di fattura tecnica, con un cinturino attaccato al polso che non toglie mai anche quando porge le ampolline. Le finestre della cappellina dove si fa la messa feriale, sono aperte e si vede un valloncello verdissimo. Fedeli ce ne sono 3 o 4 per celebrazione.  



Oggi, San Tommaso Apostolo. Vittorino mi invita a leggere la lettura dal libro del Profeta Amos. Tutto bene. Come attacco il ritornello del Salmo responsoriale, un asino – che sembrava sotto le nostre finestre – inizia a ragliare... Don Vittorino, dal suo scranno, esce con voce  maestosa: l'è l'asu 'd Cusila (la frazione al di là del valloncello) lesc torna, chi uma nen capì...[1] Ho fatto fatica a controllarmi e non ridere davanti a tutti.

Mi è venuta in mente la Madonna che parlava in dialetto a Bernadette, e nella lingua atzeca a Juan Diego prima di trasformare il suo mantello nell'icona di Guadalupe...

Stai tranquillo, caro don Vittorino, il giorno del Giudizio, se sarai agitato e ti confonderai con l'italiano (capiterà anche a me), usa la nostra lingua. Lui capirà e ti condurrà nel suo Paradiso attraverso un inimmaginabile viale dove raglierà – a mo' di benvenuto - l'asu 'd Cusila cavalcato da uno vestito all'orientale... è il profeta Amos, uno che ti è sempre piaciuto perchè è vissuto in un periodo di boom economico... come noi.




[1]    E' l'asino di Cossila, leggi di nuovo il ritornello che non abbiamo capito...

mercoledì 11 aprile 2018

Bene scripsisti de me, Thoma

Nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, si trova il crocefisso che ha parlato a S. Tomaso d'Aquino (mi piacerebbe andarci un giorno).



Bene scripsisti de me, Thoma; quam ergo mercedem recipies? Il santo rispose: Non aliam nisi te, Domine (Tommaso, tu hai scritto bene di me, che ricompensa vuoi? Niente altro che te, Signore).





Quando ho letto questa frase, subito, mi è venuto un pensiero: potrebbe, l’Eterno Padre, dire lo stesso di me?



Fatte le debite proporzioni tra chi ha scritto la Summa Theologiae, la Summa contra Gentiles e decine di altre opere (che mi sono ben guardato dal leggere: un paio di romanzi storici sono tutto quel che so...), e io che scrivo questo blog e altre cosucce, dopo averci pensato e ripensato, se mi trovassi al Suo cospetto (e prima o poi il giorno verrà...) direi di essere sereno: sarà beata ignoranza?

venerdì 23 marzo 2018

Il Destino senza buonsenso

Morto nella notte lo sciatore ossolano travolto dalla valanga al Moncucco
Luciano Falcini, 67 anni, era ricoverato in terapia intensiva al Maggiore di Novara
 
Ciao Luciano, ci conosciamo da un sacco di anni: 30/35? Mi hai insegnato un bel po' di cose. Qualche anno più di me, due lauree... intelligente... curioso come una faina... vuoi mettere? Dopo la notizia della valanga ho guardato in rete, c'erano un mucchio di articoli. Li ho letti quasi tutti, poi mi è venuto in mente una roba.

C'è un piano “orizzontale”dove 2 + 2 fa sempre 4 e la velocità è lo spazio diviso il tempo. Un piano dove “vale” la matematica, la fisica e la chimica, sia sulla Terra che nel sistema solare più lontano (me l'ha detto un amico che insegna all'Università...). Un piano dove conta la scienza e la possiamo interrogare con i suoi metodi. Se dobbiamo indagare quanto crescono i pini strobi sulla Serra di Ivrea (ti ricordi le discussioni...) si chiede a chi è più pratico di noi nella ricerca, si mette in piedi un protocollo, un paio di tesisti e... possiamo dire la nostra...

Poi c'è il piano verticale. Esci di casa, giri un cantone e inciampi in una donna mai vista che diventerà tua moglie... Nasce un figlio e capisci di amarlo solo perchè esiste, anche senza il risultato di qualche test biochimico. Nonostante il lavoro e tutto che funziona, c'e' una domanda di “senso” che non ti lascia tranquillo e che ti fa entrare in chiesa, anche se non è domenica. Vai a sciare in un posto appena fuori di casa, in un pomeriggio di inizio primavera, e il Destino - che sembra non conoscere la fisica e la chimica e il buonsenso - ti incontra e ti porta con Sé.

Oramai è qualche giorno che sei lì. Se il Padre nostro è l'Eterno lavoratore, ti avranno già dato un incarico, no? Chissà come sono i boschi dell'Altissimo? Le piante le misurate con il calibro o, quando le guardi, altezza e diametro si materializzano a lato dell'occhio? E poi... sai già quanto crescono gli strobi, in Paradiso?

sabato 3 marzo 2018

Le lasagne di Gesù

Una nostra amica abita a Tokyo da 2 anni e mezzo. E' andata per seguire il  marito che lavora in estremo oriente. Ha 3 bambini, si è “impastata” nella vita della gente che ha conosciuto. Settimana scorsa – in tre messaggi WA – ci ha raccontato questo. Ho ritoccato solo la punteggiatura.

Volevo raccontarvi della visita in ospedale della mia amica giapponese,
Michiyo. E’ stata una cosa eccezionale. Sono entrata ed era seduta sul
letto che mi aspettava. Mi ha preso la mano ed ha iniziato a piangere ed
io con lei. Siamo state in silenzio per un bel po’ solo guardandoci. I suoi occhi, una fessura sottile sottile nel viso gonfio di medicinali, mi guardavano. E’ stato un silenzio pieno di parole! Poi abbiamo iniziato a parlare. Di come sta, di cosa le fanno, dell’ospedale, della sua casa, del suo viaggio a Parigi, di Tokyo, dei bambini, del tempo che lì dentro non passa mai e non sa come farlo passare… Lei non crede in niente, crede solo che tutta la vita stia finendo in quella stanza al dodicesimo piano di un centro tumori.


Quello scambio iniziale di sguardi e quel pianto mi sarebbero bastati. Ma mi sono fermata un’ora e siamo state anche tanto in silenzio sedute sul divanetto guardando fuori, la città con i suoi grattacieli sul cielo azzurro. Tornerò a trovarla la settima prossima. Tra l’altro mi ha chiesto se le portavo del cibo, perché in ospedale è cattivo. Così le chiesto cosa desiderava avere. E mi ha detto del cibo italiano, tipo lasagne. Così gliele ho preparate io, facendo la pasta in casa. Le ho fatte il meglio che potevo, come se cucinassi per Gesù…

Non vi viene da piangere? Questo è il cristianesimo. Qualcosa che viene prima della Gerarchia, della Dottrina sociale, della Teologia e della Morale, del partito dei cristiani e della dispersione dei politici cattolici. Quello che - in 200 anni - ha conquistato il mondo antico e in 2000 ha dato origine a una amicizia di una giapponese, che non crede a niente e piange, e della nostra Elena che piange con lei e le prepara le lasagne (con la pasta fatta in casa...) come fossero per Gesù.  

martedì 26 dicembre 2017

S. Natale 2017 - Il male e il Bambino



Di fronte alle cose ci si può porre con il pregiudizio ripugnante che il nostro criterio è l’unica possibile misura del reale: chiamando, sbrigativamente e grottescamente, l’Essere, Dio stesso, di fronte al tribunale del nostro criterio… 

Santuario del Boden - Ornavasso (VB)
Esistenzialmente come si palesa il male? Il male è usare il nostro criterio come misura della vita, è pretendere, di fronte alla ricchezza, alla complessità, alla problematicità del reale, di ridurlo immediatamente ai nostri criteri e ai nostri progetti. Tutto l’inizio della storia dell’umanità è sotto il segno di questo dilagare del male sulla terra...

Don Luigi Giussani L’impegno del cristiano nel mondo (Jaca Book, 2017)
  
Dio non ha lasciato sola l'umanità. Ha costruito una storia e un Popolo, poi - alla pienezza dei tempi - ha mandato un Bambino che è morto e risorto e ha originato una nuova storia e un nuovo Popolo che, quando Dio vorrà, vincerà il male. A ognuno il suo compito, nel suo tempo. 

venerdì 15 settembre 2017

Lettera a sposa

Cara A,

una lettera è il mio modestissimo pensiero. Prendo l'occasione per dirti (senza pretesa) come affronto la realtà – quindi anche il matrimonio -, con la presunzione che possa interessarti e, magari, servire anche a te.

Un giorno, alla macchina del caffè... leggi tutto

Maui Island Hawaii (USA)

domenica 23 luglio 2017

Fa caldo! al direttore del giornale Il Biellese


Caro Direttore, fa caldo!

Tanti dicono: “Non è mai stato così...”. Ti spiace se parto da lontano? L'universo ha circa 14 miliardi di anni. Se comprimiamo in un anno questo tempo, il big bang è la mezzanotte del primo gennaio, oggi è la mezzanotte del 31 dicembre. Attorno ad ottobre si forma il sistema solare, circa 10 secondi prima di mezzanotte gli uomini costruiscono le piramidi, 3 secondi prima nasce Gesù, 1 secondo prima scopriamo l'America, pochi centesimi di secondo mettiamo il piede sulla Luna! Al momento del big bang l'Universo era grosso come un pompelmo e aveva un temperatura di circa 10 miliardi di gradi: non è una fake news, si sa quasi tutto... Da quel momento si è sempre raffreddato...  tutto quello che si espande, si raffredda.

Faccio un salto lungo 14 miliardi di anni meno due secondi. C'è il Sacro Romano Impero e comanda Carlo Magno. Nel Vallese, in Svizzera, c'e' un certo sommovimento di popolo. E' gente virile, parlano il tedesco medioevale e i Feudatari a sud delle Alpi (novaresi e vercellesi, i biellesi contavano gnente), padroni delle montagne, vorrebbero guadagnarci la tradizionale “decima”... ma si contenterebbero di meno. I Walser iniziano la loro migrazione che durerà più o meno 800 anni. Partono. Uomini, donne, bambini, bestie. Attraversano senza difficoltà passi oggi coperti di ghiaccio e arrivano – come prima meta – in Val di Gressoney. Il Prof. Guichonnet, un geografo svizzero piccolo e simpatico, amava fare a noi allievi, questa domanda: “perche la Fiera di Sant' Orso è nata 1000 anni fa ad Aosta ed è sempre stata celebrata alla fine di gennaio, nel periodo più freddo dell'anno?”. La risposta è: attorno all'anno 1000 a gennaio maturavano i fichi e si poteva dormire all'addiaccio... Imperava “il periodo medioevale caldo”. Gli Etruschi, i Romani e i loro discendenti hanno diffuso l'olivicoltura anche nelle zone di fondovalle della Pianura Padana. Sino alla metà del 1500, la cosa è sempre avanzata... Dopo? Le temperature sono diminuite l’olivicoltura di pianura  scomparsa. La viticoltura ha resistito nelle zone migliori, i ghiacciai nuovamente avanzati… 

Ospizio del Gran San Bernardo (CH) 3 set 2017 (foto G. Saracco)
Meno di un minuto dalla mezzanotte del nostro anno di comodo, circa 15.000 anni fa, se si andava in cima alla Serra e si guardava dove oggi c’è il castello di Masino, si vedeva solo ghiaccio… spesso 500 m! Qualche anno fa accompagnavo un tecnico finlandese sui tagliafuochi della Serra e gli spiegavo la faccenda: con un certo orgoglio. Lui mi ha guardato stranito e mi ha risposto: la Finlandia era “tutta” sotto il ghiaccio. La questione ha cominciato a migliorare circa 10.000 anni fa: un microbo di tempo.
Sembra che la responsabilità dell’alternanza di periodi caldi e freddi dipenda dalla impercettibile inclinazione dell’asse terrestre (cicli di Milankovitch) che sarebbe “feroce” non ci fosse la Luna. E’ un satellite molto particolare: è grandissimo rispetto alla Terra, quindi “tiene forte”.

Saputo che certe molecole e la CO2 sono gas serra, saremmo demenziali non facessimo nulla ma, per favore, non siamo troppo “moderni”: la realtà esiste perché la pensiamo, o la studiamo, cioè perché ci siamo. Esiste (ed esisterà) anche senza di noi. Sforziamoci di essere ironici nei nostri tentativi. New York, prima o poi, finirà sott’acqua, fra 10 minuti, le Alpi saranno collinone... D’altra parte l’Adriatico arrivava a Masserano e le Dolomiti sono fatte di miliardi di tonnellate di conchiglie…

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia…   (Amleto, W. Shakespeare). Non è che vecchio William – senza tanta spocchia -  la sapeva più lunga degli scienziati contemporanei?

Da qualche ora non fa più così caldo...

sabato 22 luglio 2017

Zanzare


Voglio raccontarti una storia che ha molti prologhi. Abbiamo una chat: mia moglie Annamaria, Elena e Claudia. Elena é biellese ma vive a Tokyo: ha 3 figli e segue il marito che ha una professione nel campo della moda. Ora é qui per le vacanze ed é stata, lo scorso we, a Megeve, dove suo papà ha una casa.  Claudia fa la maestra elementare,2 figli che vivono tutti e due a Milano. Il maschio si è sposato con Barbara lo scorso 22 aprile. La femmina è fidanzata con uno di Biella che sta facendo il tirocinio da magistrato...



Cara Elena, visto che sei dall'altra parte delle Alpi (tu, ultimamente, sei sempre dall'altra parte di qualcosa...) ti scrivo per metterti al corrente di come vanno le cose nella zone cisalpine.  

Le Femmine hanno avuto un'idea innovativa e spettacolare: visto che i neo sposi, quando vengono, rimpiangono di essere rimasti nella loro frenetica città, facciamogli provare il brivido della movida biellese: gelato e passeggiata in Via Italia! 

Qualcosa giú per la schiena l'hanno sicuramente provata: migliaia e migliaia di insetti ematofagi e affamati li aspettavano al varco. 

Non era movida, tutti sarebbero stati anche molto rilassati, ma le feroci bestioline non davano tregua: non conto le punture ma ne ho mangiate 17... depositate sul gelato. 

Tornando verso casa é successa la cosa piú imbarazzante.

Abbiamo incontrato i potenziali futuri suoceri della Nostra. Loro venivano in senso contrario, quindi ci siamo fermati e, gentilmente, ci aiutavamo l'un l'altro a difenderci dai morsi. La cosa è diventata frenetica e incontrollabile. Alla fine ho dato uno schiaffone alla potenziale suocera e il papà del potenziale genero  continuava a colpire col calcagno la Barbara. 

Loro, già distanti 50 m, continuavano a far vedere il pugno e si capiva benissimo che il matrimonio era sfumato... 

Il tutto tra l'indifferenza generale: ognuno pensava, colpendosi come orso inferocito, a difendere se stesso dalle implacabili dittere che tentavano di renderli anemici e tumefatti. 

Sono certo, per lunga frequentazione transalpina, che hai avuto una serata meno movimentata. Non lamentarti che in Alta Savoia non c'è più la vita di una volta. Se puoi, rimanda il ritorno: almeno un paio di settimane. 

Tuo affezionato k

PS Tornato a casa, ho fatto il bagno nell'ammoniaca...

venerdì 23 giugno 2017

Gentile Ministra Severino...



Gentile Signora Severino,

mi chiamo Costante (nome) Giacobbe, ho 62 anni, abito in provincia di Biella, tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. Sono – da 12 mesi – dipendente della Regione Piemonte - Direzione Agricoltura, ma sono stato quasi 35 anni all’Ufficio agro-forestale di una Comunità Montana.

Mi perdoni l’intromissione. Mercoledì scorso ho seguito un corso on line per la formazione del personale relativo alla “Legge Severino” e alle sue implicazioni per i pubblici dipendenti. Mi sono decisamente annoiato. Ho fatto il test di apprendimento: tutto bene.

Tornando a casa mi chiedevo 2 cose: 1) chi sarà il Signor Severino (non me ne voglia) 2) servirà davvero questa legge? 

Alla prima domanda, girando in rete, ho trovato subito... leggi tutto...


domenica 16 aprile 2017

Pasqua 2017 - Migliorare il mondo

 
Giotto - Noli me tangere (Padova - Cappella degli Scrovegni)

Migliorare il mondo, superare le contraddizioni, creare strutture migliori sono la forza e la tensione di uno splendido umanesimo, ma in sé non qualificano l'opera dei cristiani.



Essa ha un punto radicale che ne è fine e caratteristica in atto: Gesù Cristo, risorto.



Luigi Giussani